Ma alla fine, quali sono le aziende escluse dai benefici del decreto? Chi sono gli esclusi che non potranno usufruire delle agevolazione, e non potranno richiedere il prestito? Vediamoli insieme.

Finanziamenti superiori a 25.000 euro

Innanzitutto per finanziamenti superiori a 25.000€ la concessione è subordinata alla valutazione del merito creditizio da parte delle banche basata “sulla situazione finanziaria pre-crisi e non sull’andamento degli ultimi mesi, segnati dal Covid-19”.

Purtroppo secondo le regole di Basilea (che disciplinano l’erogazione creditizia), “in base alla situazione finanziaria pre-crisi” nel 80% dei casi, le piccole imprese sono sottocapitalizzate, hanno una leva finanziaria (rapporto di indebitamento) sempre superiore a 2 (significa che il capitale ottenuto da terzi per finanziare gli investimenti è maggiore del capitale proprio) e gli utili sono “annacquati” (cioè c’è evasione fiscale e che il costo del personale è sottostimato).

Finanziamenti fino a 25.000 euro

Per i finanziamenti < 25.000€ garantiti al 100% dallo Stato, il decreto prevede che le banche dovranno erogare in automatico alle piccole e medie imprese fino a 499 dipendenti, compresi professionisti, negozianti, autonomi e piccoli imprenditori. Attenzione però all’articolo 13: semplificando, le garanzie statali non saranno rilasciate per quelle imprese che, anteriormente al 30 gennaio 2020, avevano una posizione già classificata a:

– sofferenze: crediti la cui totale riscossione non è certa poiché i soggetti debitori si trovano in stato d’insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili.

– partite incagliate: esposizioni verso affidati in temporanea situazione di obiettiva difficoltà che, peraltro, possa essere prevedibilmente superata in un congruo periodo di tempo.

– esposizioni scadute e/o sconfinanti: esposizioni che sono scadute o eccedono i limiti di affidamento da oltre 90 giorni e oltre una predefinita soglia di rilevanza.

– inadempienze probabili: esposizioni per le quali la banca valuta improbabile, senza il ricorso ad azioni quali l’escussione delle garanzie, che il debitore adempia integralmente le sue obbligazioni creditizie, a prescindere dalla presenza di eventuali rate o importi scaduti e non pagati.

Nota Bene:

Tra le “sofferenze” ci sono segnalazioni di imprese che, in questi ultimi anni, hanno portato come attori  le banche in tribunale per vedersi riconosciuti i loro diritti a fronte di abusi commessi (usura, anatocismo, ecc….).

Tra le “esposizioni scadute e/o sconfinanti” ci sono anche le imprese che da più di 90 giorni non sono riuscite ad onorare anche una sola rata del finanziamento ottenuto.

Tra le “inadempienze probabili” possiamo trovare anche imprese che sono solo “sospettate” di attraversare un periodo di crisi finanziaria.

Scopri le caratteristiche dei soggetti ammessi, degli esclusi, e le modalità di erogazione. Il Decreto spiegato in poche parole

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